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Editoriale del 21 Febbraio 2006 PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Kalb   
Martedì 21 Febbraio 2006 01:00

Cagliari, 21 Febbraio 2006



Ciao Luca...

Il giorno 20 febbraio 2006 ci ha lasciato Luca Coscioni. La sua è stata una sofferenza durata dieci anni, la terribile malattia che lo aveva colpito, al momento non lascia vie di scampo, si tratta di S.L.A. (sclerosi laterale amiotrofica).
Il nome è complicato e la malattia lo è ancora di più. Viene definita anche: malattia di Charcot, morbo di Lou-Gehrig, malattia del motoneurone.
Quello che avviene in pratica è la distruzione dei motoneuroni, le cellule nervose che comandano il movimento dei muscoli, con conseguente indebolimento progressivo, fino alla paralisi. Il perché ciò avvenga è ancora un mistero, anche se molte sono le ipotesi fatte da ricercatori di tutto il mondo, ciascuna con un suo fondamento e, purtroppo, ancora pochi riscontri nell'uomo. La SLA è quasi sempre una malattia sporadica, cioè che compare assolutamente a caso, solo nel 10% dei casi si riconosce una causa genetica.
Ma quello che mi ha colpito maggiormente in questa vicenda è la determinazione e la forza d’animo di Luca.
Questo giovane Professore del centro Italia che quando gli è stata diagnosticata la malattia, si allenava per partecipare alla "Maratona di New York" , ma questo non ha fiaccato la sua voglia di vivere e di lottare.
Ha supplito con la tecnologia alle sue difficoltà, servendosi di un mouse particolare è riuscito fino alla fine a comunicare col mondo esterno.
La sua speranza era nella ricerca sulle cellule staminali, purtroppo questa ricerca è ancora da sperimentare e da testare nel tempo e il tempo non basta.
Luca dal suo sito web parlava così della sua malattia:

"Ci sono malattie con le quali è possibile vivere. Altre con cui è possibile convivere. Infine, ve ne sono alcune alle quali si può sopravvivere. La sclerosi laterale amiotrofica non rientra in nessuna di queste tre categorie, è una malattia che non lascia molto spazio di manovra e che può essere affrontata soltanto sul piano della resistenza mentale. Se, infatti, ci si confronta con essa sul piano fisico si è sconfitti in partenza. L'intelletto è l'unica risorsa che può aiutarti. Per quanto riguarda gli esempi pratici, se ne facessi uno, il lettore potrebbe apprezzarlo così come un cieco al quale è stato chiesto cosa prova nel vedere un tramonto"

(Luca Coscioni)



A questo punto ogni parola è inutile, dobbiamo solo trarre insegnamento dalla forza di volontà e dal coraggio di Luca. E pregare che il suo coraggio e il suo esempio non siano vani, la scienza e la ricerca possono fare passi da gigante e noi sapremo attendere. Vadano ai Familiari di questo caro Amico i sensi del nostro affetto e del nostro sincero cordoglio.

Fraterni saluti
Paolo Kalb

 
Editoriale del 10 Gennaio 2006 PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Kalb   
Martedì 10 Gennaio 2006 01:00

Cagliari, 10 Gennaio 2006



Nelle tabelle per il calcolo delle invalidità previste dal decreto ministeriale del 5 febbraio 1992, del Ministero della Sanità, non è contemplata fra le patologie del S.N.C., la Sclerosi Multipla: Dobbiamo forse pensare che questa malattia non comporti invalidità ? Eppure chiunque abbia avuto modo di conoscere una persona colpita da sclerosi multipla, non può non aver notato le varie fasi di invalidità che progressivamente ed inesorabilmente ledono l’individuo. Si comincia dalla vista spesso compromessa da neuriti ottiche o diplopie, all’udito insufficiente, alle difficoltà di fonazione, (parola stentata) e alle difficoltà di deglutizione, alle parestesie ed alle insensibilità tattili. Proseguendo si rilevano difficoltà nell’uso degli arti superiori o disturbi urologici, ma il problema in genere più evidente e generale, è la difficoltà di deambulazione, che incide fin dagli esordi della malattia. Fino a rendere necessario l’uso di un appoggio, bastone o stampelle o nei casi più gravi il deambulatore o la sedia a rotelle. Non inserire la sclerosi multipla nelle tabelle sopraccitate è una grave omissione da parte del Ministero della Sanità. Il problema in Sardegna si avverte moltissimo, perché in questa Regione risiedono il doppio delle persone colpite da sclerosi multipla, rispetto alla media nazionale e le invalidità provocate dalla malattia sono molto evidenti nella popolazione. La Sclerosi Multipla si deve considerare oltre che malattia altamente invalidante, malattia sociale. Tanti sono i coinvolgimenti che questa patologia comporta per quanto riguarda l’aspetto sociale, della persona colpita:

  • spesso è costretta a lasciare il lavoro a causa dei problemi creati dall’invalidità, o a richiedere un indispensabile part-time, perché la sua situazione fisica non gli consente di lavorare a tempo pieno;
  • la famiglia si trova in una grave situazione di emergenza e spesso è impreparata ad affrontare i problemi che la disabilità del congiunto comporta:
  • l’onere che l’interessato comporta alle Istituzioni in termini di ausili, esenzioni dalla spesa del SSN e quant’altro, la sua invalidità gli consente di ottenere per legge.

 

Dove, come si può rilevare nel settore riservato al sistema nervoso centrale, non è assolutamente contemplata la sclerosi multipla tra le patologie invalidanti.

Tutto ciò non può che suggerire di rivedere quanto deciso dal predetto decreto ministeriale, inserendovi anche la sclerosi multipla.

Fraterni saluti
Paolo Kalb

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Settembre 2008 18:55
 
Editoriale del 26 Novembre 2005 PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Kalb   
Sabato 26 Novembre 2005 01:00

Cagliari, 26 Novembre 2005



Nel nuovo piano sanitario approvato dalla Regione Autonoma della Sardegna che sarà valido per i prossimi tre anni, tra le varie patologie ad alta specificità dei sardi si parla anche di Sclerosi Multipla.

Dopo un breve cenno statistico, si specifica che in Sardegna vengono accertati 150 casi ogni 100.000 abitanti, a fronte di 20 - 60 casi per 100.000 abitanti nel resto dell’Italia.

La Sardegna appare pertanto, come la regione Italiana più colpita dalla malattia, con un carico attuale stimato di oltre 2.500 pazienti. Siamo d’accordo con le rilevazioni di chi ha compilato il piano sanitario ed è questo uno dei motivi che ha fatto costituire il Vo.S.M. Sardegna.

Si afferma che i nuovi casi siano di circa 102 ogni anno. Il trend temporale di incidenza mostra che dal 1955 al 1995, i nuovi casi in un anno si sono triplicati. Inoltre, i dati recenti mostrano in Sardegna una progressiva diminuzione dell’età di esordio, attualmente la media è attorno ai 22 anni.

Per le caratteristiche cliniche di malattia cronico-progressiva, gravemente invalidante e a esordio giovanile, la sclerosi multipla rappresenta in Sardegna un grave problema sanitario e sociale, con costi assistenziali (diretti e indiretti) e di sofferenza personale e familiare rilevanti.

Questo problema era stato già avvertito dal Vo.S.M. (vedasi editoriale del 6/11/2005), sempre in questo sito. Fatte queste premesse mi sarei aspettato dal piano sanitario un intervento ben più deciso e risolutivo, per quanto riguarda la sclerosi multipla, di quello proposto come obiettivo del triennio di validità.

Vengono elencati testualmente quali obiettivi prioritari:


 

  • istituzione del Registro regionale della Sclerosi Multipla, con scopi di raccolta ed elaborazione delle informazioni necessarie per il monitoraggio della patologia e la programmazione degli interventi;
  • potenziamento dell’assistenza domiciliare, prevedendo una forte integrazione con le cure ospedaliere, in modo da garantire in ogni Azienda ASL l’assistenza medica (neurologica, urologia e fisiatrica), l’assistenza infermieristica, l’assistenza riabilitativa, il supporto ai familiari nelle problematiche inerenti la gestione del malato e l’integrazione possibile;
  • potenziamento e riqualificazione dell’attività di riabilitazione nelle fasi di riacutizzazione e di gestione della cronicità ad andamento degenerativo, anche attraverso la realizzazione di centri configurati secondo lo schema delle piccole unità, con capacità di risposta residenziale e semi residenziale.

    In Sardegna operano 3 centri, uno a Cagliari, uno a Sassari e uno a Nuoro.

    Ho avuto occasione di conoscere i ricercatori che operano nei suddetti 3 centri e sono persone di grande caratura, validissime e con esperienze fondamentali per la soluzione del problema della sclerosi multipla.

    Conosco personalmente la Professoressa M.Giovanna Marrosu fin dall’esordio della mia malattia, la ritengo una persona oltre che di grande valore professionale, sensibile e umana, come lo staff da lei guidato nel C.S.M. presso l’Ospedale Binaghi di Cagliari, senza dubbio potrebbe raggiungere risultati maggiori, se avesse il necessario supporto economico da parte delle Istituzioni.

    Invece già da febbraio 2006, si risolveranno i rapporti di lavoro di alcuni medici e ricercatori e si conteranno con il nuovo appena costituito Registro regionale, gli ammalati di sclerosi multipla che sono sempre di più. Senza la ricerca, saranno sempre di più...


 

Fraterni saluti
Paolo Kalb

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Settembre 2008 18:55
 
Editoriale del 6 Novembre 2005 PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Kalb   
Domenica 06 Novembre 2005 01:00

 Cagliari, 6 Novembre 2005

 

Sul quotidiano "Il Giornale di Sardegna" di oggi è apparso un articolo intitolato "Ricerca a rischio nell’Isola è valida ma salta lo stesso". La notizia è molto allarmante per noi sardi, e per noi che condividiamo il problema della sclerosi multipla.

La giornalista Carla Frogheri focalizza un aspetto abbastanza nevralgico per la nostra Isola, fortemente colpita dalla sclerosi multipla, siamo in tanti, siamo in troppi, la statistica dice il doppio della media Nazionale, ed io me ne sono accorto di persona perché da febbraio che è sorto il Vo.S.M. i soci sono quasi quattrocento, allora se esiste questa emergenza perché le Istituzioni continuano ad ignorare una realtà che non può essere assolutamente dimenticata, perché la sclerosi multipla oltre ad essere un problema dei Sardi è una malattia altamente invalidante che crea alla società dei costi, dovuti a vari fattori, persone che non possono più lavorare, persone che hanno diritti ad ausili di ogni genere: sedie a rotelle, stampelle, letti speciali, scarpe speciali e materassini per evitare le piaghe da decubito. Oltre alle assenze dal lavoro previste per legge e alle terapie a carico della collettività, terapie di mantenimento che non facciano progredire la malattia, perché il malato di sclerosi multipla ha fatto per caso il suo incontro con questa patologia, gli è stata diagnosticata nel periodo della vita in cui dalla vita doveva avere maggiori aspettative: di lavoro, di affetti, di altre gratificazioni a cui ha dovuto rinunciare. Per questo la persona colpita da sclerosi multipla (siamo persone, prima che ammalati) ha grandi speranze sulla ricerca scientifica, se la aspetta giorno dopo giorno, vuol sapere le cause, perché colpisce tanto noi Sardi. Perché la nostra Regione oltre a tutti gli altri cronici problemi deve affrontare anche questo, ma questo non è meno importante degli altri perché non mi stanco di ripeterlo "In Sardegna siamo tanti" ed ogni ora che passa, siamo di più perché mi risulta che le diagnosi siano in aumento.

Ho trascurato gli aspetti psicologici che la malattia comporta, le persone che non riescono a sopportare la notizia della malattia che vorrebbero farla finita e che qualche volta ci riescono.

Sarebbero necessari oltre che dei neurologi, degli psichiatri.

Ma non siamo in Lombardia, in Veneto, in Piemonte o in Emilia Romagna, la nostra è una Regione povera, lo psichiatra è un lusso per i ricchi noi dobbiamo far quadrare i bilanci, non abbiamo diritto ad avere problemi psicologici...costano !

Conosco da tempo i Medici del "Binaghi" citati nell’articolo e posso assicurare che lavorano sodo, facendo ricerche per capire come mai la sclerosi multipla si accanisca tanto contro noi Sardi, come mai colpisca fratello e sorella ? Madre e figlia, la sclerosi multipla non è contagiosa né ereditaria...e allora?

Allora la risposta la daranno queste persone che passano le loro giornate a confrontare il D.N.A. dei pazienti e dei loro familiari, dopo averli raccolti in una banca dati che purtroppo, secondo quanto riportato nell’articolo, sarà servita a poco o a niente, in quanto secondo l’Assessorato alla Sanità il progetto di ricerca è un progetto a termine e nel febbraio 2006 dovrà cessare, ma le persone colpite da sclerosi multipla in Sardegna, dopo il febbraio 2006 continueranno ad avere ugualmente il problema della sclerosi multipla, ma parecchie speranze in meno e come Sardo oltre che Presidente del Vo.S.M. Sardegna, questo non lo posso accettare.

 

Paolo
 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Settembre 2008 18:52
 
Editoriale del 1 novembre 2005 PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Kalb   
Martedì 01 Novembre 2005 01:00


Cagliari, 1 novembre 2005

 

I progetti sono tanti e ambiziosi, mi piacerebbe creare le basi per fondare una piccola rivista Vo.S.M Sardegna, per fare ciò ho bisogno della collaborazione e della fantasia di tutte quelle persone che volessero partecipare all’idea.

Il mio progetto è realizzare, quanto prima, una mini redazione.

Per il momento si potrebbe fare tutto via web ed in seguito, stampare su carta o ciclostilare ciò che è stato pubblicato, provvisoriamente sul sito.

Mi rivolgo al nostro Fabio, insostituibile Web Master, per risolvere gli aspetti tecnici del problema, quindi con pazienza e tanta buona volontà, i risultati non tarderanno ad arrivare.

La rivista dovrà rispettare i principi dettati dallo statuto Vo.S.M., e le regole fondamentali che ispirano le Associazioni di Volontariato, a mio avviso si potrà parlare di sclerosi multipla, ma senza esagerare. Qualche volta credo ci faccia piacere, prenderci una vacanza e separarci per qualche tempo da questa nostra "compagna di vita".

Credo che sarebbero gradite le esperienze comuni, ma sempre diverse. Le storie di vita di ognuno di noi, anche se i sintomi sono simili sono tutte soggettive.

Quale garante della privacy per l’Associazione, invito a firmare gli articoli col nome di battesimo, o con degli pseudonimi, questo non per pudore o mancanza di coraggio, ma perché sono del parere che non dobbiamo cercare la compassione di nessuno per i nostri problemi, ma affrontarli con la dignità e la determinazione che ci ha sostenuto in tutte le nostre battaglie.

Per abbattere i costi della stampa e della spedizione, dovremo contattare degli sponsor pubblicitari, perché mi sembra giusto che la rivista non debba avere nessun costo per i lettori.

Ritengo che dobbiamo essere soddisfatti dei risultati ottenuti in questi nove mesi, non ancora conclusi, di costituzione del Vo.S.M. Sardegna.

Per i prossimi tre anni in cui ricoprirò la carica di Presidente, auguro sinceramente a tutti coloro che mi leggono: tanta salute e tutto ciò che desiderano.

 


Fraterni saluti
Paolo


 

 
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